Autore: ecofriendlyrome

  • Villa de Sanctis: uno scorcio sulle origini cristiane

    Villa de Sanctis: uno scorcio sulle origini cristiane

    Contesto storico e importanza del complesso

    Il terreno su cui sorge Villa De Sanctis faceva parte dei possedimenti di Flavia Giulia Elena, la madre dell’imperatore Costantino. Qui, tra il III miglio dell’antica via Labicana (oggi via Casilina), sorsero una serie di monumenti funerari e cimiteriali, tra cui il Mausoleo di Sant’Elena e le Catacombe dei Santi Marcellino e Pietro, un polo monumentale di grande rilievo nel suburbio orientale di Roma.


    Il Mausoleo di Sant’Elena

    Architettura e storia

    Il Mausoleo di Sant’Elena fu eretto tra il 315 e il 326 d.C. da Costantino, probabilmente destinato inizialmente a seppellire se stesso, ma poi utilizzato per tumulare la madre Elena, morta nel 328 d.C. Si tratta di un’imponente struttura circolare in opera laterizia, con un diametro interno di circa 20,18 m e uno esterno di circa 27,74 m, originariamente coperta da una cupola.

    Il basamento cilindrico è caratterizzato da nicchie rettangolari e semicircolari, mentre il tamburo superiore aveva otto finestre ad arco. Per alleggerire la cupola, nella costruzione furono inserite anfore (dette “pignatte”), da cui deriva il soprannome medievale “Torre delle pignatte” e, successivamente, il nome del quartiere Tor Pignattara.

    Restauri e musealizzazione

    Nel 2019, il mausoleo è stato oggetto di un importante restauro con la collaborazione della Soprintendenza Speciale e della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra. Al suo interno è stato allestito un Antiquarium, contenente reperti rinvenuti nel sito e nelle adiacenti catacombe.


    Le Catacombe dei Santi Marcellino e Pietro

    Origini e sviluppo

    Le Catacombe dei Santi Marcellino e Pietro si trovano sotto il Mausoleo di Sant’Elena e appartengono a uno dei complessi cimiteriali cristiani più importanti dell’antichità tardo-imperiale. Nacquero tra il II e il III secolo d.C., inizialmente come ipogei separati che in seguito confluirono in un grande cimitero sotterraneo.

    Estensione e decorazioni

    Le catacombe si estendono su circa 18.000–20.000 m² e, nel III secolo, ospitavano tra le 11.000 e le 15.000 sepolture sotterranee, con centinaia o migliaia di tombe in superficie.

    Sono celebri per la ricchezza delle pitture paleocristiane: scene di banchetto funerario, ritratti di martiri, affreschi della Madonna con i Magi e del mitico Orfeo, oltre a molte rappresentazioni dei fossori.

    Funzioni liturgico-devozionali

    Nel IV secolo, sotto Costantino, il soprassuolo fu trasformato: la costruzione della basilica funeraria circolare dedicata ai martiri Marcellino e Pietro e del Mausoleo di Elena definirono il paesaggio sacro del luogo. La basilica possedeva una pianta a “circo” con tre navate e sorgeva sull’area delle catacombe

    Visitare oggi il complesso di Villa De Sanctis significa gettare uno sguardo sulle origini del cristianesimo nella capitale lontano dalle piste più battute, dove storia e vita quotidiana convivono e si intrecciano nel tessuto urbano cittadino, conservando un fascino genuino che colpisce l’occhio più attento.

    Il complesso archeologico di villa de Sanctis
  • Parco Archeologico di Centocelle: Tesoro nel Cuore di Roma

    Parco Archeologico di Centocelle: Tesoro nel Cuore di Roma

    Il Parco Archeologico di Centocelle è uno dei luoghi meno conosciuti ma più affascinanti di Roma, capace di trasportare i visitatori indietro nel tempo. Situato nel quartiere omonimo, questo parco archeologico rappresenta un vero e proprio scrigno di storia romana, dove arte, architettura e natura si incontrano armoniosamente. Visitare il Parco Archeologico di Centocelle significa immergersi in un viaggio tra mosaici, antiche ville e testimonianze storiche che raccontano la vita quotidiana nell’antica Roma.

    Storia del Parco Archeologico di Centocelle

    Il Parco Archeologico di Centocelle deve il suo nome al fatto che originariamente ospitava numerose “cento celle”, piccole stanze o depositi legati alle antiche ville romane. Gli scavi archeologici hanno portato alla luce mosaici, affreschi e strutture murarie straordinariamente conservati, che testimoniano la ricchezza e la complessità della vita nell’antica Roma. Grazie a questi ritrovamenti, il parco offre ai visitatori la possibilità di esplorare un pezzo di storia unico, immersi in un contesto naturale e tranquillo.

    La Villa ad Duas Lauros

    Una delle gemme più importanti del Parco Archeologico di Centocelle è senza dubbio la Villa ad Duas Lauros, un’antica villa romana che prende il nome dai due grandi alberi di alloro che un tempo decoravano la proprietà. Questa villa è famosa per i suoi mosaici straordinari, che raccontano scene mitologiche e motivi geometrici tipici dell’arte romana. La Villa ad Duas Lauros offre inoltre un esempio eccezionale di architettura domestica romana, con spazi ben distribuiti tra aree residenziali e cortili interni.

    Visitare la Villa ad Duas Lauros permette di comprendere meglio la vita quotidiana nell’antica Roma, osservando da vicino tecniche costruttive, decorazioni artistiche e l’organizzazione degli spazi privati. È un luogo perfetto per chi ama l’archeologia e desidera scoprire un pezzo di storia ancora più intimo e suggestivo all’interno del Parco Archeologico di Centocelle.

    Cosa Vedere al Parco Archeologico di Centocelle

    Tra le attrazioni principali del Parco Archeologico di Centocelle, oltre alla Villa ad Duas Lauros, spiccano:

    • I mosaici romani: incredibili esempi di arte decorativa, con motivi geometrici e figure mitologiche.
    • Le ville romane: strutture imponenti che mostrano l’architettura e la distribuzione degli spazi domestici nell’antica Roma.
    • Le aree verdi del parco: perfette per passeggiate tra alberi secolari, permettendo una pausa rilassante dopo la visita alle strutture archeologiche.

    Visitare il Parco Archeologico di Centocelle significa quindi combinare cultura, storia e natura in un’unica esperienza.

    Attività e Eventi

    Il parco non è solo un sito archeologico, ma anche uno spazio vivo per eventi culturali e didattici. Durante l’anno, il Parco Archeologico di Centocelle ospita laboratori per bambini, visite guidate e spettacoli, rendendolo un luogo ideale per famiglie e appassionati di storia. La partecipazione a queste attività permette di approfondire la conoscenza della Roma antica, osservando da vicino le tecniche costruttive e artistiche degli antichi romani.

    Perché Visitare il Parco Archeologico di Centocelle

    Visitare il Parco Archeologico di Centocelle significa scoprire un lato nascosto di Roma, lontano dai flussi turistici più affollati. È il luogo ideale per chi ama la storia, l’archeologia e le passeggiate immerse nel verde. Ogni mosaico, ogni muro antico e ogni villa, come la Villa ad Duas Lauros, racconta storie di vita quotidiana, di arte e di cultura, permettendo di vivere un’esperienza unica e indimenticabile.

    La vista del parco archeologico di Centocelle
  • Patto di collaborazione: focus sul Parco Giovanni Palatucci

    Patto di collaborazione: focus sul Parco Giovanni Palatucci

    La nostra associazione, che collabora con l’associazione ODV Volontari per l’Ambiente Roma Est, ha firmato il 7 Luglio 2025 il Patto di collaborazione con Roma Capitale – Dipartimento Tutela Ambientale. L’obiettivo è avviare una gestione condivisa del Parco Giovanni Palatucci, un’area verde di circa 80 ettari nel territorio del Municipio V, il nostro polmone verde.

    L’accordo sottolinea la natura di amministrazione condivisa di beni comuni, in linea con il “Regolamento per l’Amministrazione Condivisa dei Beni Comuni materiali e immateriali di Roma Capitale” approvato nel maggio 2023.


    Gli obiettivi e le attività previste

    Il patto individua come principali azioni:

    • Attività culturali: eventi, incontri e iniziative volte a valorizzare l’identità e la memoria del luogo.
    • Educazione ambientale: programmi rivolti ai cittadini di tutte le età, con l’intento di accrescere la coscienza civica e la partecipazione comunitari.
    • Gestione verde: supporto continuo alla manutenzione e alla valorizzazione ecologica del parco.
    • Rivalorizzazione delle aree verdi: il parco presenta infatti numerose problematiche, sia a livello idrico (il laghetto) che urbanistico (mancanza di accesso per disabili e scarsa illuminazione).

    In particolare, il patto di collaborazione si inserisce in un programma di forestazione urbana: nel dicembre 2024, nel quadro del PNRR, sono stati messi a dimora circa 5.000 nuovi alberi e arbusti proprio nel Parco Giovanni Palatucci. La presenza dell’associazione è fondamentale per garantire il mantenimento e la cura di questa nuova area boschiva urbana


    Soggetti coinvolti

    La realizzazione del patto di collaborazione si inserisce in una politica di riqualificazione urbana che coinvolge, oltre alla nostra associazione, numerosi soggetti e progetti più ampi:

    • Roma Capitale – Dipartimento Tutela Ambientale
      • Ente pubblico promotore del Patto; fornisce il quadro normativo e il supporto operativo.
    • ODV Volontari per l’Ambiente Roma Est
      • Organizzazione di volontariato che progetta, coordina e realizza iniziative all’interno del parco.
      • Responsabile della cura verde e della promozione di iniziative culturali e educative.
    • Cittadinanza attiva
      • I residenti e volontari partecipano alle attività, contribuendo alla rigenerazione del senso di comunità attorno al parco.
    • PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza)
      • Fonte di finanziamento per la forestazione urbana e il rinnovo del patrimonio verde del parco

    Perché è importante questo patto

    • Ambiente: sostiene il rimboschimento e la cura di un’estesa porzione di verde urbano, migliorando la biodiversità e la qualità dell’aria.
    • Sociale: rafforza la partecipazione diretta dei cittadini, trasformando il parco in un luogo di incontro, apprendimento e condivisione.
    • Civico: promuove l’educazione civica e ambientale, stimolando un nuovo legame tra comunità e territorio.
    La firma del patto di collaborazione da parte dei partecipanti all'assemblea
  • La Corona verde del Municipio V: Co-progettazione urbana

    La Corona verde del Municipio V: Co-progettazione urbana

    La nostra associazione partecipa attivamente all’ideazione e realizzazione del progetto noto come “Corona Verde”, un’iniziativa immaginata e co-progettata dai cittadini, associazioni e istituzioni per fare dei parchi e delle aree verdi del Municipio V una rete ecologica continua e funzionale. L’obiettivo principale è valorizzare spazi frammentati oggi isolati, collegandoli tra loro per migliorare la vivibilità, la qualità dell’aria e la resilienza ambientale della zona.

    Il progetto, promosso dal LabSU (Laboratorio di Studi Urbani – Territori dell’Abitare) dell’Università “La Sapienza” in collaborazione con la Fondazione Paolo Bulgari e il Gruppo Ambiente e Territorio della Libera Assemblea di Centocelle, si basa su un approccio partecipato, coinvolgendo comitati, cittadini e associazioni locali fin dal 2020 nell’ambito dell’iniziativa “MenteLocale”.


    Finalità e Obiettivo Strategico

    La Corona Verde si propone di creare un’infrastruttura ambientale diffusa, capace di collegare:

    • La Valle dell’Aniene (a nord)
    • Il Parco dell’Appia Antica (a sud)

    Attraverso un anello di aree verdi come il Parco Lineare della Serenissima, il Comprensorio Ad Duas Lauros, Parco di Centocelle, Pratone di Torre Spaccata, Parco di Tor Tre Teste, la Tenuta della Mistica e Casa Calda, il progetto mira a riconnettere natura, cultura e città densamente popolata

    Il 20 maggio 2023, presso il Mattatoio, è stato presentato il masterplan elaborato in modo collaborativo, che coinvolge circa 900 ettari di territorio. L’obiettivo è integrare visioni, proposte e progettualità esistenti dai comitati locali, con una visione comune orientata alla sostenibilità, mobilità dolce e valorizzazione culturale

    Collaborazioni Universitarie e Regolazioni Future

    • Nel novembre 2023 si è svolto un incontro di studio presso la Casa della Cultura di Villa De Sanctis con studentesse e studenti di diverse università europee (rete CIVIS) impegnati nell’analisi del progetto “Corona Verde”. Questo evento ha permesso di arricchire il dibattito con prospettive urbanistiche e politiche, promuovendo un modello di governance partecipativa e europeo.
    • È stata inoltre promossa una Memoria di Giunta al Municipio V e sono state avviate interlocuzioni con la Commissione Capitolina Ambiente per favorire un iter attuativo del progetto basato su governance condivise.

    Perché è importante?

    • Ambientale: promuove il collegamento e la tutela degli spazi verdi, la mitigazione climatica e la qualità dell’aria.
    • Sociale: costruito dal basso, valorizza la partecipazione civica e rafforza il senso di comunità.
    • Culturale e archeologico: molte aree coinvolte contengono reperti storici, integrando paesaggio e memoria urbana.
    • Funzionale: favorisce la mobilità sostenibile e uno sviluppo urbano rigenerativo.
    La corona verde nel municipio V
  • Itinerario storico Via Prenestina: la Via Francigena del Sud

    Itinerario storico Via Prenestina: la Via Francigena del Sud

    Tra culto e cultura

    La Via Francigena è molto più di un semplice tracciato: è un corridoio di storia e cultura che per secoli ha connesso il Nord Europa con Roma, e da qui con la Puglia e i porti diretti in Terra Santa. Nata come via di pellegrinaggio, percorsa fin dall’Alto Medioevo da viandanti e mercanti, questa arteria ha trasportato merci, idee, lingue e tradizioni, trasformandosi in quella che lo storico Jacques Le Goff definì “una via di culture”.

    Riconosciuta dal Consiglio d’Europa come Grande Itinerario Culturale, la Via Francigena ha riacquistato negli ultimi decenni nuova vita grazie al turismo slow e all’escursionismo, diventando meta di camminatori alla ricerca di autenticità e contatto con la natura. Il suo tracciato attraversa Roma da nord a sud, offrendo percorsi urbani e naturalistici che uniscono testimonianze storiche di epoche diverse.

    Tra le tratte meno conosciute ma ricchissime di fascino c’è la Via Francigena del Sud, che dalla Capitale si dirige verso la Puglia. Due sono le sue direttrici principali: la Via Appia e la Via Prenestina, quest’ultima custode di un itinerario storico sorprendente.


    Origini e importanza della Via Prenestina

    L’itinerario storico della Via Prenestina affonda le radici nell’antica viabilità romana. Questa strada consolare collegava Roma con la città di Praeneste (l’attuale Palestrina), proseguendo poi verso l’entroterra laziale. In epoca repubblicana e imperiale, la via era un asse strategico per i collegamenti militari e commerciali, attraversando territori ricchi di insediamenti e risorse agricole.

    Oggi, la sua riscoperta come parte della Via Francigena del Sud la riporta al centro dell’attenzione di pellegrini e viaggiatori, interessati a un percorso che unisce archeologia, natura e urbanità.


    La direttrice della Via Prenestina nella Francigena del Sud

    Secondo la delibera del Comune di Roma del 2015, il tratto urbano della Via Prenestina parte da Porta Maggiore, una delle porte monumentali delle Mura Aureliane, e si snoda verso est, attraversando quartieri popolari e aree verdi.

    Il percorso principale è affiancato da due varianti:

    • Tenuta della Mistica – un’area naturalistica che offre un contatto diretto con il paesaggio rurale romano, punteggiato da casali, aree agricole e scorci di campagna autentica.
    • Prato Fiorito – itinerario che attraversa zone di periferia storica e aree verdi, mantenendo un forte legame con il tessuto agricolo e archeologico del territorio.

    Lungo la direttrice principale dell’itinerario storico della Via Prenestina, il pellegrino incontra:

    • Porta Maggiore – straordinario nodo viario antico, dove convergevano diversi acquedotti romani.
    • Villa Gordiani – sito archeologico con resti di una sontuosa villa imperiale tardoantica.
    • Tenuta Formicola e Tenuta della Mistica – zone di transizione tra città e campagna, ricche di biodiversità.
    • Tor Tre Teste e Ponte di Nona – testimonianze di borgate storiche e dell’espansione urbana del Novecento.

    Un cammino tra città e campagna

    La peculiarità dell’itinerario storico della Via Prenestina sta proprio nella sua doppia anima: da un lato il fascino ruvido delle periferie romane, con il loro mosaico di architetture, murales e testimonianze popolari; dall’altro, la quiete delle aree verdi che resistono all’avanzata della città.

    Il camminatore passa in poche ore dal rumore dei tram lungo la Prenestina alla tranquillità di un sentiero sterrato tra campi coltivati e ruderi romani. Questa varietà rende la direttrice una delle esperienze più autentiche della Francigena del Sud.


    Consigli per i viandanti

    Per chi desidera percorrere la direttrice della Via Prenestina, è bene tenere presente:

    • Il tracciato urbano può essere trafficato in alcuni punti, quindi meglio programmare partenze al mattino presto.
    • Le aree verdi come la Tenuta della Mistica offrono punti di sosta ideali per un pranzo al sacco.
    • Alcuni siti archeologici hanno orari di visita limitati: informarsi in anticipo è fondamentale per non perdere tappe importanti.

    Camminare nella storia

    La Via Francigena del Sud è un mosaico di percorsi che uniscono storia, natura e spiritualità. All’interno di questo grande cammino, l’itinerario storico della Via Prenestina rappresenta una porta d’accesso privilegiata alla Roma meno conosciuta, quella che mescola antichità e contemporaneità in un’unica esperienza di viaggio.

    Percorrerla significa scoprire non solo le pietre antiche e i resti di ville imperiali, ma anche il cuore vivo di quartieri popolari e paesaggi agricoli sopravvissuti ai secoli. Un percorso che, come tutta la Francigena, continua a raccontare storie di incontri, fatiche e meraviglia.

    L'itinerario storico Via prenestina. La via Francigena del Sud