Tag: Natura

  • La Corona verde del Municipio V: Co-progettazione urbana

    La Corona verde del Municipio V: Co-progettazione urbana

    La nostra associazione partecipa attivamente all’ideazione e realizzazione del progetto noto come “Corona Verde”, un’iniziativa immaginata e co-progettata dai cittadini, associazioni e istituzioni per fare dei parchi e delle aree verdi del Municipio V una rete ecologica continua e funzionale. L’obiettivo principale è valorizzare spazi frammentati oggi isolati, collegandoli tra loro per migliorare la vivibilità, la qualità dell’aria e la resilienza ambientale della zona.

    Il progetto, promosso dal LabSU (Laboratorio di Studi Urbani – Territori dell’Abitare) dell’Università “La Sapienza” in collaborazione con la Fondazione Paolo Bulgari e il Gruppo Ambiente e Territorio della Libera Assemblea di Centocelle, si basa su un approccio partecipato, coinvolgendo comitati, cittadini e associazioni locali fin dal 2020 nell’ambito dell’iniziativa “MenteLocale”.


    Finalità e Obiettivo Strategico

    La Corona Verde si propone di creare un’infrastruttura ambientale diffusa, capace di collegare:

    • La Valle dell’Aniene (a nord)
    • Il Parco dell’Appia Antica (a sud)

    Attraverso un anello di aree verdi come il Parco Lineare della Serenissima, il Comprensorio Ad Duas Lauros, Parco di Centocelle, Pratone di Torre Spaccata, Parco di Tor Tre Teste, la Tenuta della Mistica e Casa Calda, il progetto mira a riconnettere natura, cultura e città densamente popolata

    Il 20 maggio 2023, presso il Mattatoio, è stato presentato il masterplan elaborato in modo collaborativo, che coinvolge circa 900 ettari di territorio. L’obiettivo è integrare visioni, proposte e progettualità esistenti dai comitati locali, con una visione comune orientata alla sostenibilità, mobilità dolce e valorizzazione culturale

    Collaborazioni Universitarie e Regolazioni Future

    • Nel novembre 2023 si è svolto un incontro di studio presso la Casa della Cultura di Villa De Sanctis con studentesse e studenti di diverse università europee (rete CIVIS) impegnati nell’analisi del progetto “Corona Verde”. Questo evento ha permesso di arricchire il dibattito con prospettive urbanistiche e politiche, promuovendo un modello di governance partecipativa e europeo.
    • È stata inoltre promossa una Memoria di Giunta al Municipio V e sono state avviate interlocuzioni con la Commissione Capitolina Ambiente per favorire un iter attuativo del progetto basato su governance condivise.

    Perché è importante?

    • Ambientale: promuove il collegamento e la tutela degli spazi verdi, la mitigazione climatica e la qualità dell’aria.
    • Sociale: costruito dal basso, valorizza la partecipazione civica e rafforza il senso di comunità.
    • Culturale e archeologico: molte aree coinvolte contengono reperti storici, integrando paesaggio e memoria urbana.
    • Funzionale: favorisce la mobilità sostenibile e uno sviluppo urbano rigenerativo.
    La corona verde nel municipio V
  • Itinerario storico Via Prenestina: la Via Francigena del Sud

    Itinerario storico Via Prenestina: la Via Francigena del Sud

    Tra culto e cultura

    La Via Francigena è molto più di un semplice tracciato: è un corridoio di storia e cultura che per secoli ha connesso il Nord Europa con Roma, e da qui con la Puglia e i porti diretti in Terra Santa. Nata come via di pellegrinaggio, percorsa fin dall’Alto Medioevo da viandanti e mercanti, questa arteria ha trasportato merci, idee, lingue e tradizioni, trasformandosi in quella che lo storico Jacques Le Goff definì “una via di culture”.

    Riconosciuta dal Consiglio d’Europa come Grande Itinerario Culturale, la Via Francigena ha riacquistato negli ultimi decenni nuova vita grazie al turismo slow e all’escursionismo, diventando meta di camminatori alla ricerca di autenticità e contatto con la natura. Il suo tracciato attraversa Roma da nord a sud, offrendo percorsi urbani e naturalistici che uniscono testimonianze storiche di epoche diverse.

    Tra le tratte meno conosciute ma ricchissime di fascino c’è la Via Francigena del Sud, che dalla Capitale si dirige verso la Puglia. Due sono le sue direttrici principali: la Via Appia e la Via Prenestina, quest’ultima custode di un itinerario storico sorprendente.


    Origini e importanza della Via Prenestina

    L’itinerario storico della Via Prenestina affonda le radici nell’antica viabilità romana. Questa strada consolare collegava Roma con la città di Praeneste (l’attuale Palestrina), proseguendo poi verso l’entroterra laziale. In epoca repubblicana e imperiale, la via era un asse strategico per i collegamenti militari e commerciali, attraversando territori ricchi di insediamenti e risorse agricole.

    Oggi, la sua riscoperta come parte della Via Francigena del Sud la riporta al centro dell’attenzione di pellegrini e viaggiatori, interessati a un percorso che unisce archeologia, natura e urbanità.


    La direttrice della Via Prenestina nella Francigena del Sud

    Secondo la delibera del Comune di Roma del 2015, il tratto urbano della Via Prenestina parte da Porta Maggiore, una delle porte monumentali delle Mura Aureliane, e si snoda verso est, attraversando quartieri popolari e aree verdi.

    Il percorso principale è affiancato da due varianti:

    • Tenuta della Mistica – un’area naturalistica che offre un contatto diretto con il paesaggio rurale romano, punteggiato da casali, aree agricole e scorci di campagna autentica.
    • Prato Fiorito – itinerario che attraversa zone di periferia storica e aree verdi, mantenendo un forte legame con il tessuto agricolo e archeologico del territorio.

    Lungo la direttrice principale dell’itinerario storico della Via Prenestina, il pellegrino incontra:

    • Porta Maggiore – straordinario nodo viario antico, dove convergevano diversi acquedotti romani.
    • Villa Gordiani – sito archeologico con resti di una sontuosa villa imperiale tardoantica.
    • Tenuta Formicola e Tenuta della Mistica – zone di transizione tra città e campagna, ricche di biodiversità.
    • Tor Tre Teste e Ponte di Nona – testimonianze di borgate storiche e dell’espansione urbana del Novecento.

    Un cammino tra città e campagna

    La peculiarità dell’itinerario storico della Via Prenestina sta proprio nella sua doppia anima: da un lato il fascino ruvido delle periferie romane, con il loro mosaico di architetture, murales e testimonianze popolari; dall’altro, la quiete delle aree verdi che resistono all’avanzata della città.

    Il camminatore passa in poche ore dal rumore dei tram lungo la Prenestina alla tranquillità di un sentiero sterrato tra campi coltivati e ruderi romani. Questa varietà rende la direttrice una delle esperienze più autentiche della Francigena del Sud.


    Consigli per i viandanti

    Per chi desidera percorrere la direttrice della Via Prenestina, è bene tenere presente:

    • Il tracciato urbano può essere trafficato in alcuni punti, quindi meglio programmare partenze al mattino presto.
    • Le aree verdi come la Tenuta della Mistica offrono punti di sosta ideali per un pranzo al sacco.
    • Alcuni siti archeologici hanno orari di visita limitati: informarsi in anticipo è fondamentale per non perdere tappe importanti.

    Camminare nella storia

    La Via Francigena del Sud è un mosaico di percorsi che uniscono storia, natura e spiritualità. All’interno di questo grande cammino, l’itinerario storico della Via Prenestina rappresenta una porta d’accesso privilegiata alla Roma meno conosciuta, quella che mescola antichità e contemporaneità in un’unica esperienza di viaggio.

    Percorrerla significa scoprire non solo le pietre antiche e i resti di ville imperiali, ma anche il cuore vivo di quartieri popolari e paesaggi agricoli sopravvissuti ai secoli. Un percorso che, come tutta la Francigena, continua a raccontare storie di incontri, fatiche e meraviglia.

    L'itinerario storico Via prenestina. La via Francigena del Sud
  • L’intreccio storico-popolare di Villa Gordiani

    L’intreccio storico-popolare di Villa Gordiani

    L’intreccio storico-popolare tra vita di quartiere e identità culturale

    A Roma, lungo la storica via Prenestina, si apre un luogo sorprendente dove la bellezza antica e la vita urbana si incontrano in armonia, creando un intreccio storico-popolare: il Parco archeologico di Villa Gordiani. Inserito nel tessuto vivace del quartiere Prenestino-Labicano, il sito è molto più di un insieme di rovine: è un vero e proprio paesaggio culturale, dove storia, verde e socialità convivono in uno spazio accessibile e profondamente identitario.

    La storia del complesso archeologico

    Il parco prende il nome dalla dinastia dei Gordiani, tre imperatori del III secolo d.C. – Gordiano I, II e III – ai quali la tradizione attribuisce la costruzione della villa. In realtà, le strutture oggi visibili raccontano una storia più lunga e articolata: il complesso, sviluppatosi in età tardo-repubblicana e imperiale, era un grande esempio di residenza suburbana, con ambienti fastosi, sale termali, ninfei e giardini, pensati per celebrare la potenza e il prestigio della famiglia. Tra le strutture più affascinanti spiccano il cosiddetto Mausoleo dei Gordiani, con la sua caratteristica aula ottagona, e i resti degli acquedotti romani che ancora oggi attraversano il parco come presenze monumentali.

    Passeggiando tra questi resti millenari, ci si trova catturati in un intreccio storico-popolare, un paesaggio capace di sorprendere anche i romani più esperti. Gli alberi secolari, le ampie distese erbose e i percorsi pedonali fanno del parco un’oasi ideale per camminare, rilassarsi o praticare sport, ma anche per riscoprire un pezzo importante della storia di Roma che, a differenza dei luoghi più noti del centro, si offre in modo autentico e quotidiano.

    L’importanza per il tessuto sociale dell’intreccio storico-popolare

    L’intreccio storico-popolare di Villa Gordiani ha vissuto molte vite. Dopo secoli di abbandono, fu riscoperta e studiata tra la fine dell’Ottocento e il primo Novecento, e negli anni ’60 fu inserita all’interno di un grande progetto di edilizia popolare che ha profondamente segnato il volto del quartiere. Oggi il parco continua a essere uno spazio vissuto e vissuto bene: un punto d’incontro intergenerazionale, frequentato da famiglie, studenti, anziani e giovani che si riappropriano ogni giorno di un frammento del proprio passato.

    Pur restando ancora in parte da valorizzare nel suo pieno potenziale, Villa Gordiani rappresenta un esempio positivo di come il patrimonio archeologico possa diventare parte integrante del paesaggio urbano, contribuendo alla qualità della vita e alla costruzione di un’identità collettiva.

    Visitare Villa Gordiani significa riscoprire una Roma diversa, meno turistica ma non meno affascinante, dove la storia non è racchiusa nei musei ma si respira nei luoghi del quotidiano. È un invito a guardare oltre il centro, a lasciarsi guidare dalla curiosità e a riscoprire il legame profondo tra memoria, territorio e ambiente.

    Villa Gordiani, simbolo dell'intreccio storico-popolare del V municipio